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IDENTIKIT
DEL PERFETTO AGRITURISTA
Le
presenze del turismo verde nel 2004 supereranno i 3 milioni, dei quali
circa 600mila sono stranieri.Lagriturista tipo è giovane
(18-35 anni nel 55% dei casi), fa limpiegato (50%) e nel 75% delle
volte sceglie la vacanza in campagna per la qualità ambientale
ma anche per la componente enogastronomica in un mix che consente la visita
di territori poco conosciuti e meno turistici ed il consumo di piatti
tipici e cibi genuini.
È questo lidentikit dellagriturista tipo emerso ad
AgrieTour, svoltosi al Centro Affari Arezzo, lunica fiera italiana
interamente dedicata al settore.
Lospite dellagriturismo però non va in controtedenza,
almeno per quanto riguarda il calendario: parte, infatti, preferibilmente
in agosto nel 76,4% dei casi; seguono poi le vacanze di Pasqua (70,4%),
a Natale e in luglio (60,8%) e sceglie la meta tramite il passaparola
(32,5%) o naviga su internet (31,3%).
Il popolo degli agrituristi è aumentato, secondo i dati comparati
delle associazioni nazionali dellagriturismo, è aumentato
negli ultimi 5 anni di circa il 70%.
«Lagriturismo, che negli anni scorsi ha conosciuto uno sviluppo
esponenziale - spiega Andrea Negri, presidente nazionale di Anagritur
e Turismo Verde - vive oggi una fase di riflessione: le aziende che meglio
esprimeranno la loro identità rurale riusciranno a vincere le sfide
del futuro».
Nel 2004 le presenze annuali nelle aziende agrituristiche, secondo i calcoli
dalle associazioni agrituristiche nazionali - Agriturist (Confagricoltura)
Terranostra (Coldiretti), e Turismo Verde (Cia), sfioreranno la cifra
di 3 milioni di ospiti, dei quali 600.000 stranieri per un fatturato complessivo
di quasi 800 milioni di €.
Un giro di affari realizzato da 13.000 aziende agrituristiche (+4%) delle
quali circa 8.000 offrono servizi di ristorazione (+2,5%) e 10.000 (+2%)
con alloggio garantito da 140.000 posti letto (+7%).
Ma ancora, chi va in agriturismo ama la tranquillità ed il riposo
(77,9 - 90,4% al Sud), fare visite culturali e partecipare a eventi tradizionali
(56,2 - 64,2% al Centro), la buona tavola (53,7 - 67,3% al Sud), fare
passeggiate (38,8%) e sport (14,6%). Arriva da altre regioni italiane
nel 44,6% dei casi o dallestero (36,8%), con la famiglia (41,8%)
o in coppia (38%).
I tempi di permanenza in agriturismo vanno dai 3 ai 6 giorni nel 66% delle
volte. Tra gli ospiti stranieri più affezionati allagriturismo
italico, troviamo la Gran Bretagna, la Germania e la Svizzera che, insieme
alla Scandinavia, scelgono solitamente Toscana e Umbria. I turisti scandinavi,
sempre più presenti, sono più attenti ai prezzi e alla ricerca
di proposte culturali.
Preferiscono agriturismi con piscina e con punti vendita di prodotti enogastronomici.
Scelgono sistemazioni autonome come appartamenti con cucina attrezzata,
per godere di completa autonomia.
Ma lagriturismo diventa anche una importante «vetrina rurale»
di intere zone spesso fuori dai circuiti turistici tradizionali.
Ecco allora la vendita diretta dei prodotti (61,1 - 75% al Sud), le degustazioni
(37,9%), le attività culturali ricreative (41,1 - 49,3% al Nord),
lo sport (29,6%). Un settore dellofferta in grande crescita è
quello delle fattorie didattiche (22,9, - 35,8% al Nord), nuovo strumento
di integrazione del reddito per gli agricoltori e occasione unica per
le nuove generazioni di impadronirsi della nostra cultura rurale.
Buona lofferta di agricampeggio al Sud (17,3 - 8,6% la media nazionale).
In merito alle dimensioni aziendali, nel 30,2 per cento dei casi queste
superano i 50 ettari.
La conduzione - il 37 per cento delle imprese è in mano a donne
- è familiare, integrata dal lavoro di salariati.
Sei aziende su 10 presentano produzioni biologiche con marchio comunitario
(Dop, Igp) e/o nazionale (Doc, Docg, Igt). Tra le coltivazioni, quelle
permanenti (olivi 59,7%, vigneti 39,9%) e cerealicole (50,4%).
Ben 7 aziende su 10 trasformano i propri prodotti (86,5% al Sud), il 60
per cento ha il punto vendita.
Tra le trasformazioni: olio (52,5%), conserve di frutta (48,5%) vino (41,5%),
carni e salumi.
(fonte
Giornale di Brescia, 25 novembre 2004)

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