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NUOVA LEGGE AGRITURISMO IN LOMBARDIA Da LombardiaVerde.- il 2007 é anche l'anno in cui l'accoglienza rurale lombarda volta pagina, grazie all'approvazione della nuova Legge Regionale 10/2007 che disciplina l'agriturismo in tutto il territorio, rivolgendosi a oltre 900 imprenditori agricoli che hanno fatto di questa attività il loro punto di forza primario. La nuova legge mette a fuoco alcuni dei punti più dibatttuti , sottolineando con forza il profondo legame che lega l'agriturismo all'agricultura: l'azienda che sceglie di dedicarsi a questo tipo di accoglienza del pubblico é e resta in primis un'azienda agricola, che trova proprio nelle peculiarità tipiche dell'agricoltura i suoi motivi d'attrazione per i fruitori. La legge ribadisce indirettamente che non esiste concorrenza tra albergo o ristorante e agriturismo , sono semplicemente cose diverse e alternative, addirittura sinergiche per la valorizzazione e la promozione del territorio. Non a caso la nuova normativa prevede che ogni singola azienda debba proporre ai clienti una quota non inferiore al 70% di prodotti realizzati direttamente o acquistate da altre aziende agricole o artigiani alimentari della stessa zona: in pratica per quanto riguarda l'impiego di prodotti aziendali nella ristorazione, il 30% di quanto offerto deve essere preparato con materie prime proprie (anche attraverso lavorazioni esterne) e solo il 30% può arrivare dal mercato. Questa legge tende anche a semplificare la parte burocratica introducendo però controlli rigorosi al fine di verificare il rispetto dei parametri, a tutela dei consumatori e di chi retsa all'interno delle regole. Non mancano le sanzioni pecuniarie, fino al divieto di prosecuzione dell'attività. L'agriturismo, insomma, viene ridisegnato sottolineando il suo ruolo multifunzionale per l'azienda, alla ricerca di fonti alternative di reddito per rispondere alla nuova Pac. Comme mette in luce la Legge Regionale, l'agriturismo fornisce all'azienda la possibilità di recuperare in maniera funzionale vecchi fabbricati rurali non più utilizzati per l'attività agricola, prevedendo la valorizzazione di edifici esistenti senza determinare cambi di destinazione d'uso. E' un modo per offrire alla comunità un miglioramento del paesaggio compatibile con le necessità di incremento produttivo aziendale. A sostegno della multifunzionalità, soprattutto quando si parla di aziende di dimensioni più contenute, va anche la nuova normativa nazionale sui mercati contadini , sollecitata lungamente dalle Regioni e finalmente varata quest'anno che apre la strada allo sviluppo della filiera corta anche in Lombardia. L'importanza che la Regione dà alla vendita diretta emerge dal PSR 2007-2013, dove un capitolo è dedicato proprio a questo argomento. Emerge la necessità di mettere in atto azioni mirati a incentivare attività che riducano il numero di intermediari tra produttore e consumatore, in modo da ridare fiato alle aziende alle prese con margini sempre più risicati.
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